La storia del Parco Preistorico inizia dalla decisione di un artista del circo, non più giovanissimo, di
ritirarsi dalla vita di tournée. Il luogo prescelto per «fermarsi», come si dice in gergo, fu la cittadina
di Peccioli dove, con il consiglio di alcuni parenti, l'artista comprò due ettari di vigneto e vi costruì
una casa, per sé e per i due figli.
Col desiderio di cercare o, perché no, «inventare» un lavoro che potesse ripagare le attività dello
spettacolo itinerante, faticosissime ma gratificanti, i due fratelli si accorsero che quella loro terra era
piena di conchiglie, di strane impronte, di resti fossili: i segni concreti di un'evoluzione della natura
dalla preistoria ad oggi che proprio lì, anche sulla loro vigna, aveva lasciato tracce così evidenti.
Da quel ritrovamento venne l'idea di mostrare quei piccoli tesori del passato, e di corredarli con un
itinerario di ricostruzioni che fosse sia scientificamente pertinente ed efficace per la didattica, sia
caratterizzato dallo stile evocativo, spettacolare e volto all'intrattenimento che è cifra distintiva
dell'attività circense.
I due fratelli, Guido e Paolo Ghironi, decisero di investire su questa intuizione e nel giro di pochi
mesi avevano già costruito i primi cinque animali preistorici. Era il 1977: nasceva il Parco
Preistorico di Peccioli, tredici anni prima del libro Jurassic Park di Crichton e sedici prima
dell'omonimo film di Spielberg.
Negli anni, i due fratelli hanno affinato la loro tecnica per la costruzione dei modelli e oggi il Parco
conta venti ricostruzioni, comprese un simpatico vulcano che erutta palline colorate e la
riproduzione in scala naturale di un brachiosauro del giurassico superiore, il dinosauro più grande
attualmente ricostruito in Europa.